L’ illusione del “fit”
Oggi il termine fit è spesso associato a snack proteici, dolci senza zucchero, prodotti light o ricette stravolte per sembrare “salutari” .
In realtà, molte di queste soluzioni allontanano dall’idea di salute perché creano più confusione che consapevolezza: alimenti iper-processati, sostituzioni forzate, etichette complicate.
Cosa significa FIT per me
Non è una ricetta “senza”, ma la capacità di vivere l’alimentazione e il movimento come parte naturale della propria vita quotidiana.
Non è un biscotto proteico, non è la versione “light” di una ricetta, né una moda del momento.
Ma significa:
- avere energia costante durante la giornata,
- mantenere una buona qualità del sonno,
- godersi i pasti con soddisfazione,
- muoversi con piacere, senza schemi rigidi.
- è un equilibrio sostenibile tra alimentazione, movimento e mente.
Perché le “ricette fit” non portano al benessere
- Iperpalatabilità e dipendenza: molti alimenti “fit” mescolano grassi + zuccheri + dolcificanti → stimolano dopamina e creano dipendenza alimentare.
- Eccessiva rigidità: pesare tutto, inseguire macro e sostituzioni forzate non è sostenibile (e spesso aumenta lo stress).
- Falsi alleati: barrette proteiche, biscotti senza zucchero, yogurt 0% grassi… sono comunque processati e non insegnano ad ascoltare i segnali del corpo.
- Distacco dalla natura del cibo: meno ingredienti e meno processi significa più salute.
Come approcciare per stare in forma
- Semplicità: piatti con pochi ingredienti, riconoscibili e naturali.
- Consapevolezza: imparare a leggere il corpo e i suoi segnali (fame, sazietà, energia).
- Flessibilità: non esistono cibi proibiti, ma contesti e frequenze (es: “il pasto libero” ha anche funzione sociale e mentale).
- Stile di vita: movimento regolare, gestione dello stress, sonno adeguato, oltre all’alimentazione.
Scopri di più da Dr.ssa Valeria Meconi
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