Quando non è fame: come distinguere i bisogni del corpo da quelli della tua testa


“Non so se ho davvero fame, ma ho bisogno di mangiare qualcosa.”
Capita, no?
In quei momenti il problema non è il cibo, ma quello che il corpo o la mente stanno cercando di dirti.

In questo articolo capiamo insieme come riconoscere la vera fame, distinguendola da altri segnali (noia, stanchezza, tensione…) e come rispondere con intelligenza, senza sensi di colpa e senza rigidità.


Fame vera vs. altro bisogno

La fame autentica è un segnale biologico: il corpo ti chiede nutrimento.

Altri stimoli che imitano la fame:

  • Noia: cerchi qualcosa da fare o sentire
  • Stress: il corpo cerca controllo o sollievo
  • Calo emotivo: cerchi conforto o stimolazione
  • Stanchezza mentale: il cervello vuole energia rapida

Come riconoscere la fame autentica

Fame autentica:

Compare gradualmente
Aumenta nel tempo se ignorata
È generica (mangeresti anche qualcosa di semplice)
Si avverte nel corpo (pancia, cali di energia e attenzione)

Fame emotiva:

È improvvisa
È legata a un cibo specifico (es. dolce, salato, croccante)
Non si calma mai, anche dopo aver mangiato
Parte dalla testa, non dallo stomaco


– Fatti queste domande prima di mangiare:

  • Ho lo stomaco vuoto o solo la mente piena?
  • Se avessi solo verdure e riso bollito, lo mangerei comunque?
  • Sto cercando piacere, sfogo, stimolo… o nutrimento?

Cosa puoi fare quando “non è fame”

Invece di dire “non devo mangiare”, prova a dire:

“Aspetto 10 minuti, e intanto ascolto cosa mi serve DAVVERO.”

Alternative pratiche:

  • Bere un bolo d’acqua (a volte è solo sete o disidratazione)
  • Fare 10 respiri profondi o due passi fuori
  • Chiamare una persona, scrivere due righe, cambiare ambiente
  • Se è sera: doccia calda, crema sul corpo, qualcosa che “nutre” ma non si mangia

E se poi hai ancora fame? Allora mangia, ma con consapevolezza.


Capire i tuoi automatismi è molto più utile che giudicarli.
Se hai mangiato per noia o ansia, non è “un errore”: è un segnale da ascoltare.
Prova a rispondere così:

  • “Cosa stavo cercando davvero?”
  • “Cosa potrei fare la prossima volta?”

Imparare ad ascoltarci è il miglior percorso di educazione alimentare e non vuol dire non mangiare, ma saper scegliere con intenzione, senza entrare nel loop colpa→ controllo →compulsione.

E la verità è che… non sarai sempre “sul pezzo”. Ma puoi diventare sempre più consapevole.


Scopri di più da Dr.ssa Valeria Meconi

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